Il Construction Equipment sta vivendo una fase di evoluzione profonda, tra digitalizzazione, connettività, sostenibilità e nuove competenze.
In questo nuovo appuntamento di BE*lding Insight abbiamo raccolto il punto di vista di Michele Mattetti (Full Professor in Agricultural Mechanization, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna), su innovazione, formazione e futuro del settore.
Un confronto utile per leggere le trasformazioni in corso e capire quali opportunità si aprono per imprese e nuove generazioni.
Dal suo punto di vista, quali competenze dovrebbe sviluppare oggi un giovane interessato al settore delle macchine per costruzioni?
Il settore delle macchine per costruzioni è decisamente eterogeneo, essendo costituito da aziende che differiscono per dimensioni, prodotti e tecnologie impiegate. Si passa infatti da realtà come Venieri a gruppi multinazionali come CNH, con esigenze anche molto diverse.
Le aziende più piccole o specializzate sono spesso maggiormente focalizzate sulla progettazione meccanica e sull’integrazione di soluzioni commerciali, mentre realtà più grandi e strutturate possono sviluppare internamente tecnologie avanzate e richiedere quindi profili con competenze che spaziano dall’elettronica al software, fino all’analisi dei dati. A mio avviso, un giovane interessato al settore dovrebbe innanzitutto costruire solide basi meccaniche, che rappresentano una competenza trasversale e spendibile in tutto il comparto. Altre competenze, come elettronica, automazione, software e data analysis, possono invece trovare maggiore applicazione soprattutto nelle aziende più grandi o nei contesti più orientati all’innovazione tecnologica.
In entrambe le realtà, sarà comunque fondamentale saper lavorare in team multidisciplinari, poiché i prodotti moderni sono il risultato della collaborazione tra specialisti di diverse aree tecniche. Diventano quindi importanti capacità di comunicazione, problem solving e una conoscenza generale sufficientemente ampia da facilitare il dialogo tra competenze diverse. Infine, ritengo essenziale la conoscenza del dominio applicativo: comprendere i processi di cantiere, le esigenze degli operatori e le problematiche che i clienti affrontano quotidianamente è fondamentale per sviluppare soluzioni realmente utili e orientate al cliente.
Quali innovazioni stanno trasformando maggiormente questo settore e il modo in cui vengono progettate, utilizzate o gestite le macchine?
Negli ultimi anni il settore delle macchine per costruzioni sta vivendo una trasformazione importante guidata principalmente dalla digitalizzazione, dalla connettività e dalla crescente attenzione alla sostenibilità.
Le macchine moderne sono sempre più connesse e in grado di raccogliere e trasmettere dati operativi, consentendo di monitorarne le prestazioni, ottimizzarne l’utilizzo e pianificare interventi di manutenzione in modo più efficiente. Parallelamente, stanno diventando sempre più diffusi sistemi di assistenza all’operatore e funzioni di automazione che migliorano produttività, precisione e sicurezza. Anche l’elettrificazione è un tema trainante e il settore delle macchine per costruzioni è uno dei settori NRMM in cui le macchine full-electric sono già una realtà. Anche il processo di sviluppo del prodotto sta evolvendo grazie all’impiego di strumenti avanzati di simulazione, validazione virtuale e progettazione digitale. Questa evoluzione ha consentito a molti costruttori di ampliare significativamente la propria gamma di prodotti, sviluppando macchine in grado di coprire esigenze applicative sempre più diversificate e nicchie di mercato che in passato sarebbero state difficilmente sostenibili dal punto di vista tecnico ed economico.
Che ruolo può avere l’università nel favorire l’incontro tra studenti, ricerca e imprese del comparto?
L’università può svolgere un ruolo fondamentale nel favorire l’incontro tra studenti, ricerca e imprese del comparto delle macchine movimento terra. Da un lato, infatti, le università formano ogni anno nuovi talenti; dall’altro, le aziende hanno un crescente bisogno di competenze qualificate per affrontare le sfide dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità e della digitalizzazione. Per questo motivo, l’università rappresenta il punto di contatto naturale attraverso cui le imprese possono conoscere e attrarre i professionisti del futuro. Accanto alla formazione tecnica, è importante che l’università aiuti gli studenti a scoprire i diversi ambiti applicativi delle discipline che studiano. In questo contesto, il settore delle macchine per costruzioni e dei veicoli off-highway rappresenta un ambito di grande rilevanza, ricco di opportunità professionali e di sfide ingegneristiche stimolanti.
Per avvicinare gli studenti a questo mondo è essenziale promuovere iniziative quali seminari tenuti da professionisti del settore, visite aziendali ed esperienze in occasione di eventi fieristici di riferimento, come la recente partecipazione al Samoter. Queste attività possono essere integrate direttamente nei percorsi formativi, consentendo agli studenti di entrare in contatto con le realtà industriali già durante il proprio percorso universitario.
Un ulteriore strumento particolarmente efficace è la realizzazione di percorsi specialistici dedicati, come la scuola estiva “Off-Highway Vehicle Design”, che permette agli studenti di approfondire competenze specifiche, confrontarsi con esperti del settore e sviluppare una maggiore consapevolezza delle opportunità professionali offerte da questo comparto.
Quando università e imprese collaborano in modo strutturato, si crea un ecosistema virtuoso in cui la formazione, la ricerca e l’innovazione si rafforzano reciprocamente, generando valore sia per gli studenti sia per il sistema industriale.
Perché, secondo lei, il settore delle macchine per costruzioni può essere una scelta interessante per le nuove generazioni?
Il settore delle macchine per costruzioni può rappresentare una scelta molto interessante per le nuove generazioni per almeno due motivi.
Il primo è legato alle opportunità professionali. Si tratta di un comparto industriale molto importante in Italia, con aziende di alto livello e spesso leader a livello globale. Inoltre, è un settore estremamente articolato: nel nostro Paese sono presenti produttori di motori, trasmissioni, organi di trazione, componentistica, veicoli completi e attrezzature. Sono pochi i comparti industriali in Italia che possono vantare una rappresentanza così ampia e completa lungo tutta la filiera.
Il secondo motivo riguarda l’interesse tecnico. La progettazione di una macchina da costruzione è estremamente sfidante, perché richiede di considerare applicazioni molto diverse, condizioni operative gravose, sicurezza, efficienza, sostenibilità e affidabilità. Per un giovane ingegnere o tecnico, significa poter lavorare su sistemi complessi, concreti e ad alto contenuto tecnologico.
Per questo motivo, il comparto delle macchine per costruzioni offre non solo prospettive occupazionali qualificate, ma anche la possibilità di contribuire allo sviluppo di soluzioni innovative per un settore strategico dell’industria italiana.
Se dovesse lasciare un messaggio agli studenti che si stanno avvicinando a questo mondo, cosa direbbe loro?
Direi innanzitutto di non lasciarsi ingannare dall’idea che la specializzazione sia l’unica strada per costruire una carriera di successo. Il mercato del lavoro è oggi molto più dinamico rispetto al passato e le tecnologie evolvono rapidamente. Quindi, è importante sviluppare conoscenze trasferibili tra diversi contesti applicativi, che consentano di adattarsi al cambiamento e di portare valore in situazioni differenti. Spesso, le conoscenze di base sono quelle maggiormente trasferibili da un contesto applicativo ad un altro.
Un altro aspetto che ritengo fondamentale è non sottovalutare le soft skill. I prodotti moderni sono sempre più il risultato del lavoro di team multidisciplinari e internazionali; saper collaborare con persone che hanno competenze, percorsi formativi e punti di vista diversi è una capacità tanto importante quanto la preparazione tecnica. Comunicazione, ascolto, curiosità e problem solving sono competenze che fanno spesso la differenza.
Infine, consiglierei di cercare il maggior numero possibile di esperienze diverse. Con questo non voglio dire che bisogna cambiare lavoro, ma di cogliere tutte le opportunità che permettono di ampliare il proprio bagaglio di conoscenze anche durante il percorso professionale.



